2026. Ottobre 15., giovedì
L'inizio-metà di ottobre rappresenta il periodo ottimale per la semina del grano autunnale. Tuttavia, chi non ha ancora applicato il concime non deve disperare. Infatti, i concimi NPK Genezis, il cui scopo principale è l'apporto di fosforo e potassio, presentano il vantaggio che, grazie alla forma irregolare dei granuli e alla tecnologia di produzione, i loro principi attivi si dissolvono in soluzione anche in presenza di un basso contenuto di umidità del terreno e si sciolgono più facilmente e più rapidamente rispetto ai concimi NPK con granuli più duri.
Ogni granulo contiene gli stessi principi attivi e presenta una buona dispersione, garantendo così una distribuzione uniforme dei principi attivi all’interno del campo. Grazie alla sua eccellente e rapida solubilità, è adatto a soddisfare il fabbisogno di fosforo e potassio del grano sia in concomitanza con la semina, come concime di avvio, sia, qualora la seminatrice non fosse adatta a tale scopo, mediante applicazione immediatamente prima della semina.

È importante sottolineare che il fosforo è il motore dello sviluppo radicale intensivo e della ramificazione. Il frumento autunnale è una coltura ad alto fabbisogno di fosforo: per ottenere una resa di 8 t/ha, assorbe dal terreno 88 kg di fosforo effettivo. Fino al completamento della ramificazione autunnale, il frumento assorbe 1/3 del suo fabbisogno totale di fosforo. Il frumento invernale assorbe fosforo in modo continuo durante l’intero ciclo di crescita, con un ritmo che segue quello dell’accumulo di sostanza secca. Nella fase vegetativa iniziale, fino al completamento del ramificarsi, il frumento assorbe il fosforo ancora lentamente durante la formazione delle radici. Tuttavia, questo assorbimento iniziale è fondamentale per lo sviluppo delle radici e la ramificazione. Dall’inizio della crescita dello stelo fino alla fioritura, l’assorbimento di fosforo accelera, per poi proseguire in modo costante anche durante le fasi di riempimento dei chicchi e di maturazione. La siccità, da un lato, riduce la mobilità del fosforo e, dall’altro, compromette la funzione radicale. Poiché il fosforo nel terreno è immobilizzato e il suo assorbimento è fortemente influenzato dal contenuto di umidità del terreno, l’essiccamento del suolo riduce significativamente l’assorbimento di fosforo da parte delle radici, anche in presenza di un elevato contenuto di fosforo disponibile. D’altra parte, la siccità riduce la massa radicale, limita la crescita longitudinale delle radici e il numero di radichette, compromettendo così l’assorbimento dei nutrienti. Pertanto, in condizioni di siccità, una corretta concimazione con fosforo è di fondamentale importanza. Se la pianta non riesce ad assorbire una quantità sufficiente di fosforo, i fiori del grano appassiscono. Ciò comporta un evidente calo della resa. Inoltre, il fosforo aumenta il contenuto di clorofilla e protegge la struttura fogliare, consentendo al grano di mantenere la fotosintesi e l’accumulo di sostanza secca anche in caso di carenza idrica. Un adeguato apporto di fosforo determina una zona radicale più profonda, consentendo così al grano di raggiungere l’acqua e i nutrienti immagazzinati negli strati più profondi.

Anche l’assorbimento di potassio da parte del grano è elevato: 144 kg/ha con una resa di 8 t/ha. Fino alla fase di ramificazione, l’assorbimento di potassio da parte del grano è relativamente moderato, ma è proprio in questa fase che la concentrazione di potassio nelle giovani piante raggiunge il livello massimo. Questa fase pone le basi per la resistenza al gelo e l’elasticità delle pareti cellulari. La fase veramente critica va dall’inizio dell’accestimento alla spigatura; successivamente, l’assorbimento di potassio si arresta quasi completamente. Allo stesso tempo, occorre tenere presente che, su terreni di natura fisica sabbiosa-argillosa, le abbondanti precipitazioni autunnali e invernali possono dilavare il potassio (e anche lo zolfo) al di sotto della zona radicale; per questo motivo è ancora più importante creare una zona radicale di profondità adeguata. Il contesto relativo al rifornimento di nutrienti non si limita solo a un’adeguata concimazione con fosforo, poiché anche l’apporto di magnesio e azoto, e persino l’apporto di calcio, lo influenzano in modo significativo. Il potassio è responsabile del funzionamento degli stomi delle piante; pertanto, un assorbimento precoce e intenso determina direttamente la resistenza del grano. Inoltre, favorisce la sintesi di cellulosa e lignina, indispensabile per la protezione contro l’allettamento. In caso di primavera secca, il potassio aiuta a mantenere il turgore cellulare, consentendo al grano di sopportare meglio il caldo. Infine, le cellule ben rifornite di potassio hanno pareti più spesse, rendendo più difficile l’attacco da parte delle malattie fungine (ruggine, oidio).
Da quanto sopra esposto (il fabbisogno di PK si manifesta già in autunno e diventa intenso all’inizio della primavera) ne consegue che il fosforo e il potassio devono essere applicati come concimi di base in autunno, prima della semina. A tal fine sono ideali i concimi NPK, che vanno scelti in base al contenuto di nutrienti del terreno e delle piante. Inoltre, alcuni fertilizzanti NPK contengono anche calcio, magnesio e zolfo, anch’essi indispensabili per lo sviluppo del grano. In linea generale, si può affermare che gli NPK 10-20-10 e 10-20-5 sono i fertilizzanti più adatti. Tuttavia, in caso di scarsa disponibilità di potassio e di buona o ottima disponibilità di fosforo, è preferibile utilizzare un concime con prevalenza di potassio, come l’NPK 8-16-24; in caso di buona disponibilità di potassio e scarsa disponibilità di fosforo, è invece consigliabile l’uso dell’NPK 8-15-15 o dell’NPK 4-24-24.

Sebbene i concimi NPK sopra citati contengano azoto e, a seconda della composizione, anche calcio, magnesio, zolfo e persino boro, la loro quantità (che ovviamente dipende anche dal dosaggio) è inferiore al fabbisogno del grano.
Poiché fino alla semina dobbiamo garantire la quantità di azoto che la pianta consumerà fino alla primavera (fino alla concimazione in fase vegetativa), se con il concime NPK non abbiamo apportato almeno 35 kg/ha di azoto, è opportuno integrare la quantità mancante con una concimazione iniziale. A tal fine, a seconda delle circostanze, esistono diversi prodotti adatti. Per l’apporto simultaneo di azoto, calcio e magnesio, i prodotti più indicati sono il Pétisó, che non ha effetto acidificante sul terreno, e il Green Max, che aumenta la reattività chimica dei terreni acidi e fornisce una maggiore quantità di calcio e magnesio. Con 100 kg di Pétisó per ettaro è possibile soddisfare circa il 12% e il 10% del fabbisogno di calcio e magnesio del grano, mentre con la stessa dose di azoto, utilizzando Green Max, è possibile soddisfarne rispettivamente la metà e un terzo. Il resto può naturalmente essere coperto dal contenuto di calcio e magnesio del concime NPK, oppure dal Pétisó o dal Green Max somministrati come concime di copertura. Anche il valore del pH del terreno influenza in modo significativo l’assorbimento dei nutrienti. Nei terreni acidi viene assorbito solo fino alla metà del fosforo applicato, mentre anche l’assorbimento di azoto e potassio può diminuire – fino al 23% con un pH di 5,5. Si tratta di una perdita di nutrienti di entità tale da non poter essere trascurata dal punto di vista economico. Per i motivi sopra esposti, consigliamo l’uso di Pétisó nei casi in cui l’obiettivo sia prevenire un’ulteriore acidificazione del suolo o apportare un leggero reintegro di calcio e magnesio, mentre consigliamo Green Max nei casi in cui si desideri correggere l’acidificazione del suolo o sia necessario reintegrare quantità maggiori di calcio e magnesio.
Se con la concimazione iniziale, oltre all’azoto, si desidera integrare soprattutto calcio e zolfo, la soluzione è il Pétisó+S 24-12 o il Pétisó-S Max 20-18. Il primo fornisce meno calcio e zolfo al nostro grano, mentre il secondo ne fornisce di più, a parità di dose di azoto. Naturalmente anche questi concimi granulari contenenti zolfo sono adatti alla concimazione in fase vegetativa; pertanto, se in autunno scegliamo l’integrazione di calcio e magnesio (Pétisó o Green Max), in primavera, utilizzando il Pétisó+S 24-12 o il Pétisó-S Max 20-18, avremo ancora la possibilità di integrare contemporaneamente azoto, zolfo e, in parte, il calcio come concime fogliare.
La migliore strategia di reintegro dei nutrienti consiste sempre nel garantire rapporti equilibrati tra gli elementi nutritivi, adeguati alle esigenze della pianta, non solo per quanto riguarda azoto, fosforo e potassio, ma anche calcio, magnesio e zolfo. Naturalmente la questione non si esaurisce qui, ma un metodo efficace per l’apporto di microelementi è la concimazione fogliare, che al momento non è di attualità.
Dr. Csaba Varga
consulente tecnico e ricercatore capo
Nitrogénművek Zrt.